764 178. Questo uomo santissimo era meravigliosamente
rapito in Dio e traboccava di gioia, quando giungeva sino
a lui il buon odore dei suoi figli.
Avvenne che un ecclesiastico spagnuolo, persona pia, ebbe
la fortuna di incontrarsi e di parlare con san Francesco.
Tra le altre cose che riferì riguardo ai frati che
si trovavano in Spagna, rese felice il Santo con questa notizia:
«I tuoi frati nel nostro paese vivono in un povero eremo,
e si sono dati questo regime di vita: metà attendono
ai lavori domestici e metà alla contemplazione. Ogni
settimana, il gruppo degli attivi passa alla contemplazione
e quello dei contemplativi all'esercizio del lavoro. Un giorno
era già stata preparata la tavola, e, dato il segnale
per chiamare gli assenti, arrivano tutti, eccetto uno, del
gruppo contemplativo. Dopo un po' vanno alla sua cella per
chiamarlo a tavola, ma egli già si nutriva alla mensa
ben più lauta del Signore. Era prostrato con la faccia
a terra, le braccia aperte in forma di croce e non dava segno
di vita né col respiro né con altro movimento.
Due candelabri accesi, uno al capo e l'altro ai piedi, illuminavano
la cella con una luce sfolgorante, in modo meraviglioso. Lo
lasciano in pace per non turbare l'estasi e non svegliare
la diletta, sino a che non voglia. Però i frati cercano
di osservare attraverso le fessure della cella, stando dietro
il muro e spiando per le inferriate. Per essere brevi, mentre
ivi, gli amici sono intenti ad ascoltare colei che se ne stava
nel giardino, all'improvviso scompare tutto quel bagliore
ed il frate ritorna in se stesso. Subito si alza e, recatosi
a tavola, si accusa di essere giunto in ritardo. Ecco - concluse
l'ecclesiastico spagnuolo - quanto è accaduto nella
nostra terra!».
Francesco non stava in sé dalla gioia, inebriato com'era
dal profumo dei suoi figli. Subito si mise a lodare il Signore
e come se il sentire parlare bene dei frati fosse l'unica
sua gloria, esclamò dal più profondo del cuore:
«Ti ringrazio, Signore, che santifichi e guidi i poveri,
perché mi hai riempito di gioia con queste notizie!
Benedici, ti prego, con la più ampia benedizione e
santifica con una grazia particolare tutti quelli che rendono
odorosa di buoni esempi la loro professione religiosa!».